Questo interessamento per la cultura ebraica si allargò presto alle corti principesche [hacia 1500], alle scuole. Si può dire che ogni principe si facesse un punto d’onore di avere presso di sé uno scrittore ebreo, come era chiamato, il quale doveva provvedere la sua biblioteca di libri e di letteratura ebraica, comprandoglieli o facendoglieli copiare.

Attilio Milano, Storia degli ebrei in Italia, Torino, Giulio Einaudi, 1963, pág. 680.

No sé si la afirmación será algo exagerada (Milano tiene la mala costumbre de escribir sin citar muchas fuentes), pero resulta sugerente.